Il torello

Se c’è una cosa che mi fa andare in bestia è quando contestano ciò di cui sono straconvinto. L’ultima a farlo fu la mia compagna Carmen, riguardo al nome di battesimo di un commesso del supermercato dove ci servivamo. Marco per me, Luca secondo lei.
La discussione fu talmente vivace che decidemmo di andare a toglierci la curiosità seduta stante ed anche di scommetterci su qualcosa.

“Ti dico che si chiama Luca e quando vedrai che ho ragione sceglierò io tutti i film da vedere al cinema per un mese”. Per chi non conosce i suoi gusti cinematografici non sembrerebbe una grande penitenza, ma posso dirvi che la corazzata Potemkin in confronto ai titoli che sceglie è piacevole.
“Ok ma se si chiama Marco come dico io scelgo l’abbigliamento che indosserai sabato in quella discoteca dove ci sono tanti ragazzini arrapati cui farai diventare il cazzo di marmo”.
“Sapevo avresti scelto qualcosa del genere e ti dirò che sono talmente sicura di vincere che, qualora così non fosse, e trovo il tipo giusto ti faccio un bel paio di corna nuove di zecca”.

Musica soave per un cuckold come me. Toccava solo sperare che il commesso fosse di turno e dopo ampi giri nelle corsie del supermercato, finalmente lo scorgemmo e leggemmo il nome sul cartellino identificativo.
Gioia e giubilo per me: “MARCOOOOO“. Festante la condussi subito al vicino negozio di abbigliamento dove scelsi per lei degli shorts cortissimi di quelli che lasciano fuori mezza chiappa ed una camicia alla cow girl. Passammo al negozio di calzature dove optai per un sandalo zeppato alto che metteva in risalto il culo.

Finalmente arrivò il sabato. La guardai vestita dei nuovi abiti scelti da me ed era perfetta. Così vestita e col suo fisico asciutto la sua pelle delicata e liscia il suo viso da bimba, dimostrava almeno 15 anni in meno dei suoi 37 ed era appetibilissima per tutti i 20enni arrapati che frequentavano la discoteca in cerca di figa.
Controllai il buon funzionamento del sistema GPS installato sul suo cellulare per evitare pericoli quando andava “a caccia” da sola e della microspia che mi permetteva di ascoltare i dialoghi a distanza quando si trattava di dover spiare le mie corna come quella sera. Tutto era ok, potevamo partire.

Entrati nel locale ci dividemmo lei in pista io rimasi ai margini a gustarmi gli sguardi allupati che si posavano sulle gambe e sul culo. La vidi dribblare con eleganza e decisione alcuni tipi vuoi perchè infantili, vuoi perchè rozzi e scambiarsi invece dei sorrisini ed ammiccamenti con un  ragazzotto davvero molto bello il quale non perse tempo e le si avvicinò.
Ballarono per qualche istante sempre scambiandosi sorrisini e parlandosi nell’orecchio fin quando non li vidi avvicinarsi al bancone del bar. La musica ed il trambusto del locale non riuscirono a farmi ascoltare il dialogo ma il linguaggio del corpo era abbastanza evidente e capii subito che tra i due era scattato il giusto feeling. Dopo 5 minuti, infatti, si alzarono e nell’attraversare la pista li persi d’occhio ma, per fortuna, il GPS fece il suo buon lavoro e li ritrovai in una saletta appartata lei seduta a cavalcioni di lui intenti a limonare. Lingue in bocca e mani di lui negli shorts di lei a tastarle culo e, a giudicare dai suoi gemiti, la figa. Intanto i dialoghi si facevano interessanti.

“Cavolo che dita hai, mi stai facendo venire”
“Sai dicono che anche la lingua la sappia usare bene”
“Devo valutare allora”
“Andiamo”. Li pedinai lungo il parcheggio deserto fino alla macchina del ragazzo che, ora decisamente arrapato, spinse letteralmente Carmen sul sedile posteriore sfilandole scarpe e shorts e tuffandosi con la lingua sulla figa. Quelli che seguirono furono attimi incredibili. Dovetti abbassare il volume dell’auricolare della microspia poichè Carmen aveva iniziato a dimostrare a gran voce di apprezzare il lavoro della lingua del torello.
“OH SIII COSIIII, ma che cavolo di lingua hai, OHHHHHH CAZZOOOOOO VENGOOOOO”

Intanto il ragazzo si era liberato dei pantaloni e calato i boxer. Affidò il cazzo alla bocca di Carmen che cominciò subito a leccarlo e succhiarlo. Giovane ma decisamente abile il tipo, che mentre si godeva il pompino con due dita aveva cominciato a penetrarle la figa, suscitando mugolii di compiacimento. Io avevo intanto cominciato la mia sega spinto dal rumore della bocca sul cazzo, misti ai gemiti di piacere, nonché al sentire il torello complimentarsi con la mia donna per i pompini che tirava.

Era davvero troppo per un cornuto come me, ma era solo l’inizio.
“Hai un culo da infarto” la girò pancia in giù e poggiò la cappella al buco del culo.
“No nel culo no” ma il torello aveva già piazzato la cappella dentro e cominciava a pomparla. Sentivo le urla di lei e vedendola scalciare ero pronto ad intervenire quando il tono di Carmen cambiò decisamente
“Ohhh sii cosi inculami ti prego non ti fermare” mi tranquillizzai e cominciai a mettere a fuoco ciò che succedeva. La mia donna si stava facendo scopare il culo in macchina da un ventenne appena conosciuto. Sentii i polpastrelli viscidi. Senza neanche rendermene conto mi ero sborrato in mano.

Anche il torello non resistette oltre, lo tirò fuori dal culo e a Carmen bastarono due colpi di mano per procurargli una schizzata notevole.

Dopo un altro drink e qualche bacio i due si salutarono e Carmen mi raggiunse per andare via. Mi guardò.

“La prossima scommessa sicuro la vincerò io”

“Perchè?”

“Ho il culo rotto adesso”.

Ridemmo, ingranai la marcia ed andammo via sotto lo sguardo incredulo del torello.

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